Mercoledì delle ceneri: inizio della Quaresima
Oggi 5 marzo 2025, con il mercoledì delle ceneri, inizia la Quaresima. I quaranta giorni che precedono la Pasqua. Iniziamo un lungo cammino fatto di preghiera che ci porterà al Signore risorto.
Il cuore della Pasqua è la Croce: su di essa si fonda la speranza della Chiesa e del mondo. Una speranza che non delude, nonostante la storia umana sembri soggiogata da guerre, violenze, egoismi, incomprensioni. Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, torna a ripeterlo con forza nella sua Lettera di Quaresima, non solo indirizzata ai fedeli della sua diocesi ma necessaria a ogni credente per comprendere, in questo tempo oscuro e incerto, che le «parole violente del rancore e dell’odio, i discorsi prepotenti del conflitto e della recriminazione, non possono impedire a Dio di pronunciare in Cristo la parola della riconciliazione: Ave Crux, spes unica! ».
Nuova possibilità
La Quaresima rappresenta la sempre nuova possibilità di un dono rinnovato che, attraverso il deserto vissuto accanto a Gesù, conduce alla grazie e al perdono. «Abbiamo bisogno di questa parola nuova, di questa parola della Croce, che può sembrare stoltezza per i potenti e i sapienti di questo mondo e di questi giorni, ma che, proprio sconvolgendo i criteri mondani, è l’unica parola capace di riaprire cammini di speranza e di pace» scrive Pizzaballa. Che si sofferma anche sul senso del cammino della Croce, «la Via Crucis lungo la quale apprendiamo, con fatica ma con gioia, la logica nuova del dono e del perdono, che ha bisogno di uomini e donne, giovani e anziani, famiglie e bambini disposti a percorrerla rinnovando mentalità e atteggiamenti. Solo così potremo sperare in un futuro di pace».
Pace e riconciliazione
E la pace passa attraverso la riconciliazione che si fa sacramento perché Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo. Però, avverte il cardinale, «la parola della riconciliazione, per essere efficace, deve diventare ministero, cioè servizio, impegni di singoli e comunità. Il dono non è magico ma chiede di essere accolto, testimoniato, vissuto e condiviso. Sentiamoci perciò tutti coinvolti e corresponsabili, pastori e fedeli laici, religiosi e religiose, nel portare al mondo la parola e il servizio della riconciliazione: “Noi fungiamo infatti da ambasciatori per Cristo, come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro” (2 Cor 5, 20)».
Nel segno del Risorto
In sostanza, i cristiani, riconciliati con Dio, devono sentire nel profondo del loro cuore la spinta a riconciliarsi tra loro per poi riconciliarsi con l’intera umanità. Obiettivi che possono essere raggiunti con la preghiera accompagnata al digiuno perché «la pace, dono pasquale del Risorto ai suoi e al mondo, scaturisce dalle Sue piaghe gloriose, dalla Sua vita donata per amore fino alla fine. Non abbiamo paura, perciò, di “pagare” con il dono di noi stessi il risorgere di comunità, relazione e rapporti riconciliati e fraterni in mezzo a tanta morte e rancore».
Padre Patton: “L’odio ha portato morte e distruzione”
Nel suo videomessaggio per la tradizionale colletta in sostegno delle opere e del popolo di Terra Santa che si svolgerà il prossimo Venerdì Santo, anche padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, ha fatto un esplicito riferimento a quel dolore sottolineando che «la guerra, su più fronti, non ha portato solo morte e distruzione ma ha seminato ulteriore odio tra popoli vicini e fratelli. Tante famiglie sono rimaste senza lavoro e hanno faticato a mandare i figli a scuola come pure a pagare le cure mediche per i propri cari. Tante giovani coppie hanno dovuto rimandare il sogno di dare vita a una famiglia e mettere al mondo figli».
Appello alla generosità
Una crisi che non ha risparmiato neanche la stessa Custodia a tal punto da essere stata costretta a faticare a pagare gli stipendi degli insegnanti e quelli dei collaboratori locali che aiutano nei santuari e nelle varie opere sociali, così come a far fronte al costo della vita aumentato proprio a causa del conflitto. «Ciononostante — ha aggiunto Patton — grazie alla divina Provvidenza che si è manifestata attraverso la solidarietà dei cristiani di tutto il mondo, siamo stati in grado di affrontare i numerosi impegni economici: caritativi e istituzionali». Poi il Custode ha lanciato un appello a tutti gli uomini di buona volontà: «Il Venerdì Santo, quando nelle vostre diocesi e nelle vostre parrocchie verrà fatta la Colletta a favore dei Luoghi Santi, ricordatevi di noi e siate generosi. Sollecitate i vostri parroci a non dimenticarsi di noi che per mandato della Chiesa universale ci prendiamo cura dei santuari di Terra Santa e dei cristiani che vivono attorno ai quei santuari»
Fonte: Vatican News
Questa Quaresima ricordiamo anche il Santo Padre Francesco, che in questi giorni sta vivendo un periodo di angoscia al Policlinico Gemelli. Preghiamo che il Signore lo assista nel suo ministero in questo momento della prova e che possa tornare presto tra di noi.
Di seguito il link per leggere il messaggio del Santo Padre per la quaresima: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/02/25/0151/00312.html